Mostra e Congresso A.I.A.S. 2015

 
 

10 - 11 Ottobre 2015

 
Mostra Nazionale di Suiseki

Chiostro Monumentale di San Francesco
Via San Francesco d'Assisi - Aversa (Caserta)
XVIII Congresso Nazionale A.I.A.S. Edizione 2015   

       

Testi di Daniela Schifano - Foto di Carlo Laghi

Un altro storico monumento della nostra Italia ha fatto da sfondo all'incontro annuale dei soci A.I.A.S. : il Chiostro Monumentale di San Francesco, ad Aversa, dove fino all'inizio del 1800 hanno vissuto la loro esistenza dedicata a Dio le monache di clausura delle Clarisse e che ancora offre un angolo di pace e di meditazione. Il Napoli Bonsai Club, che ha organizzato quest'anno il Congresso Nazionale A.I.A.S., ha avuto un'idea vincente :  ci sono stati offerti ampi e tranquilli spazi,  incorniciati  da affreschi medievali, avvolti da un'atmosfera raccolta e discreta. Può sembrare un'eresia ma ... il luogo mi è sembrato così consono ad una esposizione di suiseki da coinvolgermi in paragoni poco ortodossi, tra il significato spirituale del chiostro nell'architettura religiosa  ed il bisogno dell'uomo laico moderno di dedicare parte delle sue giornate al silenzio e all'ascolto, e di quanto l'arte del suiseki sia una delle tante vie che stimola l'introspezione, la meditazione ed il raccoglimento. 

     
Il portone d'ingresso divide due mondi...
 
    I soci ... meditano e si scambiano opinioni

  Il porticato con i meravigliosi affreschi medievali

Un pò di storia... il Complesso Monastico di San Francesco sorse intorno al 1230, ad opera delle nobildonne della famiglia Rebursa, che usarono alcune loro case come luogo pio di ritiro per donne seguaci della Regola delle Clarisse, presso la preesistente chiesa di San Francesco d'Assisi. Il complesso fu restaurato più volte, l'attuale chiesa è in stile barocco e il chiostro rimane l'unica testimonianza dell'aspetto romanico originario del complesso. Bellissimo anche il coro superiore delle monache, con un notevole esempio di  soffitto a cassettoni,  purtroppo abbandonato e cadente ma che si può ammirare da una grata. Con le leggi di soppressione dei conventi del 1809,  fu espropriata gran parte degli edifici, che furono usati per opere pubbliche.

     
Il chiostro
    La cupola maiolicata della chiesa
di San Francesco
  Un particolare degli affreschi

I suiseki esposti nelle sei Categorie a concorso erano 82 , più 4 suiseki fuori concorso. Hanno usufruito dei lunghi porticati al pianterreno e al primo piano,  con un metro e venti  lineare a disposizione per ogni pietra, così come era stato garantito dal consigliere Carlo Scafuri, presidente del Napoli Bonsai Club, nel corso dell'Assemblea dei Soci di Rimini, come condizione indispensabile per assicurare una buona qualità espositiva. Quindi un numero elevato di pietre in concorso, una ottima partecipazione dei soci e per finire uno spazio espositivo che ha permesso, grazie anche agli alti sfondi, di utilizzare kakejiku di dimensioni notevoli : con queste premesse, il risultato è stata una mostra di ottima qualità e nel contempo di numeri ragguardevoli.
La manifestazione è stata patrocinata da BCI, NBSKE, UBI e IBS.  Ma è stato un Congresso indimenticabile soprattutto per l'ampia proposta culturale che ha arricchito la mostra : si sono susseguite le conferenze del  giudice unico presidente del B.C.I. Thomas Elias, del presidente onorario del Napoli Bonsai Club Antonio Acampora e del B.C.I. Director  Massimo Bandera. 
Ma non è tutto : la presenza di Sergio Biagi e di Andrea Terinazzi ci ha permesso di comprendere le tecniche costruttive dei doban in bronzo di Sergio e dei tempai di Andrea e di conoscere il percorso professionale che li ha portati ad essere gli unici artisti italiani in questi settori.
Ancora : un concorso fotografico bandito dalla Flegrea Photo Associazione,
sul tema 'La montagna' ha avuto il suo momento finale durante il Congresso, con l'attesa premiazione e con la proiezione di tutte le fotografie a concorso.
Ma non basta ! Le personali degli inchiostri di Sandro Segneri accompagnati dagli haiku di Tiberio Gracco, e delle opere fotografiche di Paco Donato, associate alle poesie di Yurika Nakaema hanno ampliato il respiro di una manifestazione che non si è fermata alle sole pietre.

   
Gli inchiostri di Sandro Segneri   Uno degli haiku d Tiberio Gracco   La galleria fotografica di Paco Donato, un nuovo socio di Roma
Diamo il benvenuto ai nuovi soci Andrea Terinazzi,  Paco Donato, Cosimo Pepe, Paolo Dassetto e al Bonsai Club di Avellino, che proprio ad Aversa hanno iniziato il loro percorso nell'Associazione. 
  Ed ecco gli artefici di questo splendido Congresso : i soci del Napoli Bonsai Club, che oltre alla loro professionalità ci hanno offerto calore, accoglienza ed amicizia ! Come è nel suo stile, in mezzo ai suoi amici, non si può non notare Carlo Scafuri, presidente del club e consigliere A.I.A.S., il motore propulsore di questo Congresso e delle tante iniziative che egli ha fermamente voluto e portato a termine.
Cosa dire... una targa non basta e da queste pagine  ringraziamo tutti col cuore.

L'unico aspetto negativo di questo Congresso (ebbene sì... ) è stata la pioggia, continua, invadente, a tratti violenta, che solo nel pomeriggio della domenica ci ha dato un pò di tregua.

Un giudice e relatore veramente eccezionale quest'anno : Dott. Mr. Thomas Elias, presidente del B.C.I. Infaticabile promulgatore dell'arte dell'apprezzamento delle pietre, siano esse cinesi, giapponesi o americane, è stato direttore del National Arboretum di Washington DC,  ed ha lavorato e viaggiato in Cina e Giappone per più di trent'anni. Insieme alla moglie Hiromi Nakaoji, è autore dei più importanti libri sull'apprezzamento delle pietre asiatiche.
Dopo l'inaugurazione del sabato mattina, i lavori congressuali sono entrati subito nel vivo, con la  conferenza di Mr. Thomas Elias, dal titolo "Beyond suiseki", "Al di là del suiseki".

  L'approccio utilizzato da Mr. Elias ha proposto una novità da riproporre : oltre alle classiche slides, tradotte in italiano per una maggiore comprensione, alcune ponevano delle domande all'auditorio, mettendo i presupposti per un confronto vivace e stimolante... soprattutto fra i soci !

Nel pomeriggio del sabato, la conferenza di Antonio Acampora ha toccato un altro tema importante, quello dell'esposizione armoniosa di un suiseki, in base alla scuola Keido.

     
"È più facile apprezzare i BONSAI che i SUISEKI. Un bonsai è vivo e cambia ogni momento, ha una sua bellezza diversa in ogni stagione, ed in questo modo impariamo ad apprezzare la natura."
Una pietra invece è immobile, quieta ed immortale. Ognuno, può far riferimento al colore o alla forma della pietra dal momento che la si può vedere e toccare, ma le pietre non sono SUISEKI, lo diventano soltanto quando qualcuno le osserva intensamente, le contempla e sente "qualche cosa", qualche cosa che é nell'aria e nella magia che appartiene solo a quella persona."
(Dalla conferenza di Antonio Acampora)

Senza un attimo di pausa, il programma ci ha portato verso l'Assemblea dei Soci, dove è stato proposto e messo ai voti l'accorpamento delle categorie 'Biseki' e  'Pietre Disegnate', a causa del basso numero di pietre iscritte in queste categorie. L'Assemblea ha approvato la proposta, per cui al prossimo Congresso le categorie a concorso saranno cinque. La decisione assembleare di Rimini, che ha sancito di iscrivere una sola pietra per categoria ha portato comunque buoni frutti, diminuendo le pietre iscritte nella Categoria 'Pietre Paesaggio" a favore soprattutto della categoria "Pietre Oggetto".
Come sempre, arriva il momento più atteso, la cena di gala, le premiazioni e la divertente lotteria e neanche la scrosciante pioggia ha potuto fermare il piacere di stare insieme, con le gambe sotto il tavolo, come dice l'amico Carlo Laghi .
Oltre al prestigioso Trofeo ed ai premi A.I.A.S. di categoria, sono stati assegnati il premio B.C.I. , il premio  I.B.S. e la targa Patrocinio U.B.I.,  a giudizio rispettivamente del presidente del B.C.I. Thomas Elias, dell'istruttore I.B.S. Ezio Piovanelli, e del consigliere delegato U.B.I. Antonio Conte. Ecco qualche foto dei premiati, tra lo stupito ed il soddisfatto.

   

Thomas Elias premia una emozionata Luciana Queirolo, per la sua pietra 'Terra promessa'
vincitrice del Trofeo A.I.A.S. e del premio B.C.I.

  Prima volta per Laura Monni, che riceve il premio per il migliore Espositore Multiplo
  Igor Carino riceve il premio per la migliore
Pietra Paesaggio
 
         
   
Daniela Schifano ritira il premio per la migliore Pietra da Contemplare a nome del suo club Bonsai Club Castelli Romani   Anche quest'anno Giuseppe De Vita
 si conferma vincitore nella Categoria Biseki, ritira il premio Sergio Bassi
  Daniela Schifano riceve il premio per la migliore
Pietra Oggetto
         
   
Primo Premio nella Categoria Pietre Disegnate per il socio vietnamita Ninh Huu Hiep, ritira  il premio Daniela Schifano   Primangelo Pondini riceve la targa Patrocinio UBI dal consigliere UBI Antonio Conte   Daniela Schifano ritira il premio IBS dal giudice Piovanelli per conto di Ninh Huu Hiep

La domenica mattina, sopravvissuti all'acqua torrenziale, eravamo pronti ad affrontare il nutrito programma : si comincia con l'attesissima conferenza di Massimo Bandera,  incentrata su uno dei tre volumi pubblicati nel 1986 dal fondatore della scuola Keido, Mr. Ichiu Katayama, dedicati all'esposizione in tokonoma dei bonsai, dei suiseki e dei kusamono. Per illustrarci al meglio i tokonoma del volume dedicato al suiseki, l'impegno di Massimo è stato imponente : il volume ha infatti i testi in giapponese e Massimo si è adoperato per farli tradurre in italiano. Il fascino oratorio di Massimo Bandera, che starei ad ascoltare per ore per la vastità del suo sapere, ha fatto il resto, conquistando la piena attenzione dell'auditorio.

"Il concetto attraverso cui sentire la poesia della natura passa attraverso una pietra, esattamente come con i bonsai; però il bonsai cresce ogni giorno presentando completamente la stagione con la sua crescita, i fiori, i frutti, il gelo, ecc... una bellezza evidente.
Il suiseki non muta in decenni né in secoli, non cambia la forma, sostanza o colore, per cui deve essere eccellente da subito, e dalle quattro facciate che devono essere equilibrate. Anche la base deve avere una certa armonia, spessore e forma.
YOO-seki, dove YOO è nutrire, come mochikomi per il bonsai, un atto quotidiano,cioè toccare la pietra, così si tira fuori la bellezza.
Nel suiseki non si deve godere solamente della forma ma anche del suo allestimento dove si può capire veramente e godere della bellezza misteriosa della pietra e gustare la sua estrema poesia.
 

Per questo sono importanti anche i dipinti, i suiban, le sabbie, i tavoli, e si deve avere conoscenza dei suoi elementi e saper allestire per creare composizioni che facciano sentire ogni elemento della natura in una pietra. Con questo libro commento il modo di allestire il Tokonoma seguendo le regole del suiseki."

Oltre che con la conferenza, Massimo Bandera  ha onorato il Congresso esponendo fuori concorso una preziosa e antica Pietra Crisantemo, esposta nel Museo  Fuji Sato. Il suo nome è "Il giardino della montagna tra bonsai e suiseki" e misura 22 x 10 x 20cm. Apparteneva a Mr. Tatsuyuki  Ishiwatari e fu pubblicata come premiata sul numero di novembre 2003 della Nippon Suiseki Association.

 
Attraverso gli insegnamenti di Katayama-san, abbiamo imparato quanto sia importante creare un allestimento quanto più aderente alla pietra ed alla sua poesia. Ma noi tutti sappiamo quanto sia difficile reperire  gli oggetti adatti per accompagnare le nostre pietre, al punto che a volte si tende a rinunciare. L'incontro con Sergio Biagi ed Andrea Terinazzi, pur non potendo esaurire l'argomento, ha fornito qualche soluzione pratica ed immediata ai nostri problemi espositivi.

Sergio Biagi da molti anni costruisce tavoli per bonsai e suiseki, oltre ad essere un esperto bonsaista. Dando ascolto alle esigenze dei suisekisti suoi amici, si è recentemente cimentato nella produzione di doban, i vassoi in bronzo di difficilissimo reperimento su cui esporre un suiseki.  In sinergia con le fonderie di Pietrasanta, che hanno nel settore della produzione di opere in bronzo una esperienza ragguardevole, Sergio è partito da un modello in legno da lui progettato e realizzato, per poi sperimentare in fonderia  le varie tecniche che portano all'oggetto finito, patinato e non.
I vantaggi sono molteplici : sicuramente il costo è inferiore a quello dei fratelli giapponesi ma soprattutto si ha la possibilità di ottenere un doban delle misure e della finitura adatte alla pietra ed alla stagione di esposizione.

 

   

A seguire, con Andrea Terinazzi sono state affrontato le problematiche relative ai tempai, piccoli oggetti in bronzo, anch'essi di origine giapponese, che in un'esposizione possono costituire l'oggetto di accompagnamento, al posto della shitakusa.
Andrea ha messo la sua esperienza lavorativa come orafo al servizio della costruzione di questi piccoli oggetti. Partendo da uno stampo e poi aggiungendo i particolari più minuti, egli realizza questi piccoli capolavori di cui ciò che colpisce maggiormente è l'espressività. Andrea ha infatti tenuto a spiegare che a volte lo spunto creativo gli nasce dall'osservazione della realtà, mentre a volte un committente gli chiede di realizzare un oggetto ben preciso. 
Anche in questo caso il vantaggio è quello di avere, sotto casa o quasi, un artista che può dar vita a ciò che serve per una esposizione : non c'è fine infatti alla varietà di oggetti tra cui scegliere, sempre nel rispetto della tradizione giapponese.

Nel primo pomeriggio, l'ultimo attesissimo momento didattico del Congresso : il commento dei suiseki esposti da parte del giudice Thomas Elias. La sua disponibilità è stata encomiabile : egli ha commentato tutte le pietre in mostra, dando un senso ad esclusioni e premi, facendoci notare pregi e difetti e dando ad ogni pietra uno score, un punteggio da 1 a 10, sistema diretto ed immediato per valutare una pietra nel suo complesso. La sua premessa comunque è stata motivo di grande soddisfazione : egli si è detto favorevolmente colpito dalla qualità delle pietre, molto superiore a quelle di altre mostre all'estero, e dalla fattura dei daiza, realizzati in un legno duro che in America non viene usato. Insomma, usando le sue parole : "Una mostra di altissimo livello".

 
Il socio Pietro Prudentino aspetta la valutazione della propria pietra, mentre  Mr. Elias la osserva attentamente.
La comprensione delle parole del giudice  è stata resa possibile dalla puntuale traduzione effettuata dal socio del Napoli Bonsai Club Arturo Lazzaris,  che ringraziamo per la sua ottima conoscenza della lingua inglese e per la sua disponibilità.
 

Abbiamo imparato molto, in questo Congresso, forse uno dei più riusciti in assoluto. Come conclusione, penso sia giusto citare le parole di Sergio Bassi, che sono anche le mie e penso di tutti i Soci  : "Quest’anno ho avidamente cercato e trovato spunti, suggerimenti, emozioni dalle vostre pietre e dai vostri allestimenti  che hanno arricchito il mio piccolo bagaglio personale. Per chi come me cercava questo, ritengo che la mostra fosse straripante di nozioni e se le ho trovate io vuol dire che bastava cercarle ed erano alla portata di tutti. Ringrazio TUTTI VOI che abbraccio uno per uno, vi ringrazio e fisso fin da ora l’appuntamento al prossimo congresso."
Quasi non si sono riposte scatole e pensieri, che già ci si proietta verso ciò che ci offrirà il nostro prossimo incontro ! A presto, dunque, in definitiva  manca solo un anno !

 Daniela Schifano

Concludo come sempre con un doveroso inchino... il classico riconoscimento alla pietra vincitrice del Trofeo A.I.A.S. 2015, che è stato assegnato ad una pietra paesaggio di origine italiana, presentata dal nostro presidente  Luciana Queirolo.

Trofeo A.I.A.S. 2015
 

"Terra promessa"

Pietra paesaggio

di Luciana Queirolo